É difficile questa tappa della vita, è così difficile vivere nell’incertezza e nel dubbio. Si sta male da crepare per quello che ci circonda, infelici perché non si capisce più che cavolo succede. Abbiamo subito una comunicazione manipolatoria. Vediamo ai tg e sui social facce sfatte e a pezzi che hanno sopportato troppe cose. In prima linea le persone che hanno perso la vita senza poterlo prevedere e senza potersi difendere in nessun modo. A seguire i loro familiari che non hanno neanche potuto salutarli e non sanno neanche dove sono stati sepolti. Ma poi medici, infermieri, protezione civile, forze dell’ordine, chi produce mascherine, chi fa volontariato. Ai bambini e ai ragazzi, agli adulti di domani cosa raccontiamo in questi giorni? Come ci stiamo comportando? Gli lasceremo le redini di questo teatro e dobbiamo far in modo che siano sicuri di se, che si amino e si stimino. Che siano umili e pronti ad aiutare il prossimo senza dimenticare quello che vogliono diventare da grandi. Non si può puntualizzare tutto e spiegare tutto. A tratti cantiamo, a tratti preghiamo, a tratti diventiamo duri e incazzati. Ma ancora non abbandoniamo il sogno e la speranza. Abbiamo conosciuto i nostri punti di forza e di debolezza. Forse daremo il giusto valore ad ogni cosa. In Italia ci sono delle unicità che abbiamo per natura, storia e cultura: li abbiamo ereditate senza costruirle o studiare per averle e le dobbiamo salvaguardare e ci devono aiutare a sviluppare il nostro progetto di turismo. Abbiamo tante debolezze burocratiche, organizzative, ministeriali e di rappresentanza. Ecco non giudichiamo le nostre debolezze ma lavoriamo su di esse per migliorarle. Abbiamo capito chi siamo e quali sono i nostri valori, ora dobbiamo capire cosa vogliamo raggiungere e in che modo. Ci sentivamo belli, potenti e al top anche se non lo eravamo. Ci siamo resi conto di quanto questo possa essere ingannevole e rischioso. Ci conoscevamo, ci volevamo bene e ci apprezzavamo in modo falsato. Abbiamo costruito delle basi sbagliate senza conoscere la nostra natura vera, unica e profonda: quello che noi veramente siamo. Se pensiamo ai tre porcellini, abbiamo costruito case di paglia invece di costruire case di cemento. Ma non avevamo il libro di istruzioni. Ci siamo affidati per anni ai politici senza mai opporci veramente. Abbiamo copiato ed ereditato modelli appresi dai nostri genitori che non sono veramente efficaci per il tempo in cui viviamo. Abbiamo adesso l’opportunità di innamorarci delle nostre eccellenze e talenti pur conoscendo le nostre debolezze. Lo Stato ha l’opportunità di diventare un esempio vivente di fiducia, credibilità e farci avere di nuovo un modello in cui credere e da seguire. Ma poi vedi bambini nascere SANI da madri infette e ti accorgi che la vita è un dono e un miracolo fantastico. Tutti noi abbiamo una chance irripetibile, giochiamocela bene.

Bruno Strati