La percezione della precarietà nel settore turistico alberghiero e non solo oggi è avvertita da ognuno di noi dal punto di vista lavorativo e non ci si accorge che le anche le nostre vite sono precarie più di quanto sembra. E precarietà è anche insicurezza sotto tutti i punti di vista.

Precario è non avere un lavoro o la sicurezza di rientrare al proprio posto in azienda.

Precario è non riuscire ad avere un abitazione stabile a causa della mancanza di redditi e dagli affitti ancora alti nonostante il periodo.

Precario è chi non può avere un’istruzione o una formazione adeguata che possa permettere un inserimento nel mondo del lavoro.

Precario è subire un continuo cambiamento senza avere il tempo di adattarsi.

Precaria è la nostra cultura foraggiata da un sistema d’informazione che alimenta paure e insicurezze basata su elementi quali l’egoismo e l’individualismo.

Doveroso è proteggere con ogni mezzo il poco che si ha o accrescere i propri profitti usando qualsiasi mezzo e strumento unendo le forze di tutti.

Doveroso è usare la memoria come anello di congiunzione fra passato e presente, elemento di trasposizione di esperienze, lotte, e ideali.

Doveroso è darsi un obiettivo e progettare un futuro nonostante il periodo, dedicando il tempo libero alla formazione ed agli aggiornamenti professionali.

Doveroso a fronte di un’esigenza di professionisti quanto mai chiara e vitale continuare ad investire in formazione e progetti startup innovativi.

Il rischio concreto è che, come nel mito della caverna di platoniana memoria, a furia di vedere una realtà distorta, o ombre della stessa, ci allontaniamo ogni giorno di più da quella che invece è la reale situazione del nostro sistema lavorativo.

Ci risveglieremo presto da questo incubo ricordandoci che solo noi possiamo aiutare il vero sistema lavorativo e sociale concentrandoci sugli obiettivi di gruppo abbandonando l’individualismo Italiano.

My Blog di Alberto Lavorgna

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