Il 12 ottobre è una data importante e l’abbiamo scelta per lanciare il primo filmato di Noi Siamo Il Turismo che da oggi diventa anche un Blog. Il 12 ottobre 1492, vale a dire 527 anni fa, Cristoforo Colombo, cittadino della Repubblica ligure, al soldo dei regnanti di Spagna sbarcò su un’isoletta caraibica dando inizio all’invasione europea delle Americhe. Colombo era convinto di essere arrivato in Asia, sulle orme di Marco Polo, che ci era andato due secoli prima, andando però in senso contrario, verso Occidente per raggiungere l’Oriente. Fu un viaggio assai azzardato e mancò poco che non finisse in un disastro. Se non ci fosse stato l’ostacolo americano lui e gli equipaggi dei tre barconi che gli erano stati affidati sarebbero morti di fame e di sete. Colombo ripeté il viaggio altre tre volte, la quarta volta tornò in catene. Non aveva trovato l’oro del Catai. Morì a Valladolid nel 1505 ancora convinto di essere giunto sulle coste dell’Asia. Colombo non fu il primo essere umano a mettere piede in America. L’Homo Sapiens vi era giunto in più ondate da almeno 25.000 anni passando dall’Asia quando lo stretto di Bering era allo scoperto, percorrendo nel corso di alcuni millenni l’intero continente dall’Alaska fino alla Patagonia, i Vikinghi erano arrivati nel Nord America almeno cinque secoli prima. Fu un mordi e fuggi. Di certo il viaggio di Colombo ha cambiato la storia sia del continente americano che dell’intera storia dell’umanità. Gli europei nel nuovo continente, che si calcola fosse abitato da un centinaio di milioni di nativi, portarono germi sconosciuti che nel secolo successivo avrebbero sterminato una gran parte delle popolazioni autoctone. La spada, gli archibugi, le corazze, i cavalli avrebbero aggravato l’impatto degli europei estinguendo le grandi civiltà che si erano affermate nel Centro America (gli Aztechi) e nel Sud America (gli Inca), decimando drammaticamente le popolazioni delle grandi pianure del Nord America, sostituite dall’emigrazione europea. Dalle terre d’oltre Atlantico gli europei importarono oro, argento, mais, patate, fagioli, cacao, importando bovini, ovini, suini, equini, meli e arance. Successivamente, anche milioni di schiavi africani. Dal Nuovo Mondo arrivò una sola malattia, una forma virulenta di sifilide che si rivelò appena due anni dopo lo sbarco di Colombo quando soldati spagnoli che erano stati con lui parteciparono alla difesa di Napoli assediata dalle truppe del re francese Carlo VIII. Il re stesso, che alternava i campi di battaglia con le battaglie del sesso con la stessa foga, tornò in Francia infettato infettando a sua volta le dame di corte. Morì a soli 28 anni, quattro anni dopo la sua avventura napoletana. Per i francesi la sifilide era mal napolitain, per il resto d’Europa era conosciuta come mal francese. Per più di quattro secoli la sifilide fu una delle malattie veneree più diffuse ed esiziali finché non furono scoperti gli antibiotici nel 1928 per opera dell’inglese Alexander Fleming. Tra le vittime più illustri della sifilide: Gaetano Donizetti e Friedrich Nietzsche. Cristoforo Colombo, nato nel 1451 forse a Genova, forse ad Ajaccio, di certo nella Repubblica di Genova (di cui faceva parte anche la Corsica), morì a Valladolid in Spagna nel 1505 a 55 anni. Quattro anni dopo, esattamente 500 anni fa, in Francia, nel castello di Amboise, moriva Leonardo da Vinci, nato a Vinci, vicino a Firenze, nel 1452. Aveva 67 anni. Leonardo aveva girovagato tutta la vita nella penisola italiana con la sola eccezione della Francia dove si recò nel 1517, due anni prima della morte, dove fu ospite del re di Francia Francesco I fino alla morte. Il re si ripagò dell’ospitalità data trattenendo la Gioconda, il dipinto più famoso di Leonardo e tra i più famosi di sempre. Cristoforo Colombo e Leonardo da Vinci furono contemporanei, furono soprattutto due simboli carismatici dell’umanesimo dei loro tempi che aveva rimesso l’essere umano al centro dell’universo mettendo in dubbio i dogmi degli antichi. Entrambi andarono oltre i limiti culturali della loro epoca e furono esploratori universali, uno del pianeta, l’altro della scienza. Furono anche vittime dei loro sogni, che non riuscirono mai a realizzare: sbarcare in Asia per Colombo, volare per Leonardo. Entrambi morirono lontano dalla loro patria. La loro esperienza è e resta uno dei più incredibili lasciti che l’umanità abbia ricevuto. Dopo di loro, il mondo non è stato più lo stesso.