Oggi il settore alberghiero sta morendo e forse alcuni di voi se ne stanno accorgendo.
Ma dove eravate quando vi dicevamo che così non si poteva continuare, quando ogni giorno inventavate una nuova tassa, quando ogni giorno emanavate una nuova norma per ostacolare il nostro lavoro, quando ogni giorno con orgoglio inventavate un balzello, quando ogni giorno modificavate qualcosa che voi stessi avevate scritto male.
E noi senza che ve ne accorgevate pagavamo le conseguenze delle vostre incapacità.
Oggi “siete dispiaciuti” ma io c’ero e mi ricordo di voi: quelli che con l’aria di sufficienza ci ascoltavano quando provavamo a spiegarvi come funziona il nostro settore.
Io mi ricordo di voi quando venivamo considerati “quelli ricchi” e voi forti di queste convinzioni inventavate nuove tasse, nuove leggi, nuovi regolamenti.
La vostra testa era malata
Io mi ricordo anche di voi , quelli che per normali controlli nei nostri alberghi vi presentavate come sceriffi , quelli che godevano nel trovare il cavillo, quelli per i quale eravamo colpevoli a prescindere.
Io mi ricordo di voi, perché io c’ero, c’ero quasi sempre nelle riunioni, negli incontri ed in azienda.
Io ho visto all’opera le vostre squadracce misurare i centimetri delle nostre insegne, i millimetri delle nostre porte, misurare le finestre delle nostre cucine e godere nel trovare il cavillo.
Eravate famosi senza saperlo perché capaci a misurare le ombre.
Io vi ho visto all’opera zelanti funzionari, assessori rampanti, burocrati del nulla ed a me certamente non mi incantate.
Della vostra solidarietà oggi non me ne faccio nulla, perché vi conosco.
Oggi gli hotels sono chiusi, i nostri dipendenti sono senza lavoro e le famiglie nella disperazione.
E’ colpa della pandemia, che ai miei occhi però avrà sempre meno colpe di quelle che avete voi.
Roberto Necci