A seguito degli effetti della pandemia di Covid-19, anche il mese di maggio ha mostrato una drastica contrazione dei flussi turistici, sebbene in misura lievemente inferiore al mese precedente.
Il saldo della bilancia dei pagamenti turistica ha registrato un esiguo avanzo di 87 milioni di euro, a fronte di un saldo positivo di 2,1 miliardi nello stesso mese dell’anno precedente. Le spese dei viaggiatori stranieri in Italia (482 milioni) sono diminuite dell’87,9 per cento; quelle dei viaggiatori italiani all’estero (395 milioni) sono scese del 79,4 per cento.
Nei tre mesi terminanti a maggio la spesa dei viaggiatori stranieri in Italia si è contratta dell’87,6 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente; quella dei viaggiatori italiani all’estero è diminuita del 79,0 per cento.
A partire da luglio la situazione è migliorata per le destinazioni di montagna e di mare, assai meno per i laghi, quasi nulla per le città d’affari e d’arte. Lo sapevamo. I numeri non mentono. L’Italia a partire almeno dal 1960 dal turismo ha ricavato una montagna di soldi. Che ne restituisca almeno una frazione per far sopravvivere il settore non è solo necessario, è un obbligo oltre che un investimento sul futuro. Il turismo italiano è ai vertici del turismo mondiale, fenomeno che la pandemia di Covid ha rallentato ma che di certo ripartirà a tutta forza appena arriva il benedetto vaccino. In ogni caso, a dimostrazione della forza del turismo in Italia, i mesi di luglio e agosto hanno visto una robusta ripresa di molte destinazioni turistiche italiane grazie agli italiani che sono rimasti in Italia e a molti stranieri che hanno sfidato la pandemia pur di venire nel nostro Paese.
Renato Andreoletti

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

× Posso Aiutarti ?